Svizzera in bici - 11 agosto 2009
11 agosto 2009
Bergamo - Brusio (CH) (146 km, 2251 m)
Sono partito da Bergamo (259 m) alle 8.
A S. Pellegrino ho effettuato la prima tappa per consumare una lussuosa colazione.
Seconda tappa a S.Giovanni Bianco per approvvigionamenti (crema
solare, lucchetto bicicletta).
Scarsa soddisfazione per la farmacia locale, che aveva solo una crema ad alta
protezione, altissimo costo e bassa quantità (nel senso che nella confezione ce
n'era poca). Con il risultato che non solo è stato difficile dosare
l'applicazione della crema (due volte al giorno su braccia gambe viso testa), ma
che la crema è inevitabilmente finita anzitempo.
Ma soprattutto: perchè le creme solari costano così tanto? Qualcuno (fra noi
deficienti che le paghiamo) si
deciderà mai ad accorgersi che vengono vendute ad un prezzo clamorosamente
irragionevole?

casa a Mezzoldo, in alta Val Brembana
Pranzo (frugale) al Passo San Marco (in realtà nel ristoro che c'è un centinaio di metri sotto al passo, e che non è Ca' San Marco).



Passo San Marco (1992 m).

Discesa in Valtellina fino a Morbegno (262 m).


Facile cavalcata (aiutata da una favorevole brezza) fino a Tirano (430
m).
La Valtellina è sempre bellissima, ma conosco poche strade
altrettanto pericolose della statale che ne percorre il fondovalle: stretta e
piena di camion che viaggiano ad una velocità che, moltiplicata per la distanza dal povero
ciclista, risulta vertiginosamente pericolosa.




Ingresso in Svizzera a Campocologno (nonostante la mancanza di documenti validi: la carta di identità era rimasta nella fotocopiatrice di un negozio di telefonini chiuso per ferie, e il passaporto era scaduto; per fortuna i gendarmi svizzeri non sono stati ... svizzeri e non mi hanno controllato -- nè peraltro mai mi è capitato che qualcuno mi abbia controllato i documenti passando una frontiera in bicicletta).
Salita tosta fino a Brusio (780 m), dove con eccessiva fretta ho
trovato un alberghetto discretamente squallido che ha subito cercato di fregare
il povero ciclista sprovveduto spacciandomi a 55 € una Zimmer mit Frühstück
che costava 65 franchi svizzeri (e cioè al cambio corretto: circa 45 €). Per fortuna,
pagando con carta di credito, la truffa valutaria è stata sventata.
Inoltre, come limitata forma di ritorsione nei confronti della padrona
dell'albergo, invece di restare nel ristorante interno (come sarebbe stato
naturale e tutto sommato quasi inevitabile) ho preferito cenare nella simpatica pizzeria del
paese, dove un'abbondante insalata mista (insalata, pomodori, pollo, ananas,
ecc.) mi ha fatto dimenticare gli sforzi della giornata, ma non le mosche
contenute nel lampadario della mia stanza.
Con eccessiva fretta - dicevo - mi sono fermato a Brusio, località unicamente nota per la presenza di un
viadotto ferroviario citatissimo nelle pubblicità delle ferrovie elvetiche: in
effetti assai meglio avrei fatto a proseguire per quattro o cinque chilometri fino a Poschiavo
(880 m),
dove non solo ci sono un bellissimo lago e un tratto pianeggiante utile per
scaldare con gradualità muscoli e giunture il mattino successivo, ma numerosi
alberghi e ristoranti e ampia offerta di Zimmer. Tant'è.

Primo piano delle mosche contenute nel lampadario della mia stanza. Non erano né vive né recenti.

Autoscatto con illuminazione