Svizzera in bici - 16 agosto 2009

16 agosto 2009

Schilpario - Bergamo (68 km, 547 m)

Partito il più alla svelta possibile da Schilpario (1124) - anche per sfuggire alla conversazione della proprietaria del B&B -, mi sono trovato a dover combattere con una salopette ed una maglia ancora completamente fradice: la fresca aria della notte di Schilpario aveva potuto fare ben poco per asciugare i fiumi di sudore generati dalla salita del passo del Vivione.

Arrivato dopo una bella discesa a Dezzo di Scalve (750), in fondo alla Valle di Scalve, e dopo aver cercato con risultati scarsi ma non inesistenti di asciugarmi al sole bevendo un mediocre cappuccio, mi sono avviato per il duro ma breve passo della Presolana (1297). A parte i soliti, relativamente numerosi ciclisti che mi sorpassavano per il solito motivo ufficiale (che è sempre lo stesso: il peso della bici e il bagaglio sul portapacchi) sono rimasto un po' seccato di essere superato anche da due leggiadre fanciulle (che peraltro sembravano forti e assai ben allenate). Ahimé, con mio grande disappunto non ho potuto fare niente più che restare un duecento metri dietro alla più lenta delle due.

Dal passo della Presolana il percorso è quasi tutto in discesa almeno fino a Gazzaniga (386), e resta assai facile fino a Bergamo (259). Almeno abbastanza facile da consentirmi di arrivare a casa, con tutta calma, entro le 11,30, di farmi una bella doccia e di gustarmi un buon pranzetto in abiti civili.

Quando la fatica si può vedere!


Il bilancio finale di questo piccolo viaggio è completamente positivo: è andato tutto bene, nessun incidente, nessun guasto meccanico, nessun problema fisico (salvo un po' di Herpes labiale da sforzo) e meteo perfetto. Cosa avrei potuto chiedere di più?

Devo dire che il periodo dedicato al tour - 5 giorni e mezzo - è stato un po' troppo breve: non tanto in relazione al percorso fatto, che alla fine dei conti è quello che ero in grado di fare, quanto al fatto che il giro è finito proprio quando l'allenamento cominciava ad entrare in circolo e a farsi sentire, migliorando le prestazioni e soprattutto abbattendo la fatica.


Una nota finale.

Come molti miei coetanei sedentari ho una certa tendenza - ahimé difficile da contrastare - ad accumulare un po' di pancetta (e non solo).
Non che il problema sia poi così grave, naturalmente, tuttavia non mi sarebbe per niente dispiaciuto se, come effetto collaterale delle fatiche sisifiche di questo giro in bici, fossi riuscito a buttare giù qualche chilo.

Il giorno della partenza pesavo 72,3 kg (a colazione, a digiuno).
Il giorno dell'arrivo pesavo 68,7 kg.

Mi sono detto - 3,6 kg in meno: avrebbe potuto anche andare meglio ma non mi posso lamentare!

Purtroppo, due giorni dopo, passati i banchetti di festeggiamento per il ritorno, il peso era già risalito a 72,6 kg.

Insomma: tutto bene e tutto bello, ma dal punto della pancetta questa spedizione è stata semplicemente una faticosa operazione di sostituzione lipidica!

<<< 15 agosto